Google acquista startup per occhiali, si prepara a metaverso

Google acquista startup per occhiali, si prepara a metaverso


Il colosso compra Raxium specializzata in lenti e display led


06/05/2022 – fonte www.ansa.it


Google ha acquistato una startup chiamata Raxium specializzata in display MicroLed, che entra a far parte della divisione Device and Services del colosso americano.

Secondo gli analisti, Raxium dovrebbe aiutare le mire di Google nel metaverso, grazie alla realizzazione di un paio di occhiali di realtà aumentata, successori dei Google Glass.

La startup produce display “ultracompatti, a bassa potenza, ad alta risoluzione”, da poter utilizzare in una larga gamma di dispositivi, in modo particolare quelli indossabili, per restituire all’utente una qualità di visione superiore senza appesantire troppo gli accessori.

I termini dell’accordo non sono stati divulgati al momento.

“Oggi annunciamo che Google ha acquisito Raxium, un innovatore nelle tecnologie di visualizzazione MicroLed a pannello singolo”, ha scritto Rick Osterloh, Senior VP of Devices & Services di Google, in un breve post sul blog. “Il team di Raxium ha trascorso cinque anni nel creare display ad alta risoluzione miniaturizzati, economici ed efficienti dal punto di vista energetico, che gettano le basi per le future tecnologie di visualizzazione”. Prima della conferma arrivata nelle scorse ore, si era parlato di un accordo tra Google e Raxium già a marzo, quando il sito The Information sottolineava l’interesse dell’azienda nel voler internalizzare la produzione di elementi chiave per prossimi dispositivi indirizzati al metaverso. A differenza di altri big dell’hi-tech, come Meta, Google non si è mai sbilanciata su progetti inerenti la realtà aumentata e virtuale.

L’anno scorso erano trapelate notizie sul sistema operativo Augmented Reality, attraverso vari annunci di lavoro.Gli occhialini di nuova generazione di Big G sono attesti per il 2024.

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Pagamenti digitali, l’Italia è sempre più cashless

Pagamenti digitali, l’Italia è sempre più cashless


Più cospicuo il volume delle transazioni contactless, quelle eseguite cioè senza dover inserire la propria carta di debito o di credito nel POS: nel 2021 in Italia la cifra raggiunta è pari a 126,5 miliardi di euro, anche grazie all’innalzamento della soglia massima per i pagamenti senza PIN, che è passata da 25 euro a 50 euro.


06/05/2022 – fonte www.key4biz.it


Facile ironizzare – in tempi difficili come questi – che un’Italia senza soldi è ahinoi una prospettiva sempre più concreta per milioni di persone. Ma quando si parla di Italia cashless si allude al sempre più vicino addio (definitivo?) al denaro contante, in favore di strumenti di pagamento digitali comodi e flessibili. Diversi report usciti negli ultimi mesi confermano che – grazie anche a strumenti come il cashback di Stato e ai cambiamenti di abitudini dovuti alla pandemia – i pagamenti digitali in Italia sono in forte aumento. Il primo è l’Osservatorio Innovative Payments del Politecnico di Milano, che ha parlato di una crescita del +22% nel 2021 per un totale di 327 miliardi di euro. In particolare a brillare sono i pagamenti tramite smartphone e tramite dispositivi wearable (primi fra tutti gli smartwatch) presso i negozi: anche se il dato assoluto è ancora piuttosto ridotto rispetto al totale, circa 7 miliardi, si fa notare il tasso d’incremento, addirittura del +106%: questo tipo di transazioni, in altre parole, è raddoppiato in un anno.

Più cospicuo il volume delle transazioni contactless, quelle eseguite cioè senza dover inserire la propria carta di debito o di credito nel POS: nel 2021 in Italia la cifra raggiunta è pari a 126,5 miliardi di euro, anche grazie all’innalzamento della soglia massima per i pagamenti senza PIN, che è passata da 25 euro a 50 euro. È chiaro, l’anno scorso è stato eccezionale anche grazie al cashback che ha spinto milioni di italiani a utilizzare i pagamenti digitali per i loro acquisti; ma anche nel secondo semestre, quando ormai l’iniziativa governativa era terminata, il comparto ha tenuto. Eppure c’è un paradosso: il divario tra i cittadini italiani e quelli degli altri Paesi europei, invece di diminuire, è addirittura aumentato.

Senza contante sì, ma l’Europa va più veloce

Secondo Alessandro Perego, Responsabile Scientifico degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano, infatti, l’Italia, «superata già nel 2019 dalla Grecia e nel 2020 dalla Germania, è scesa al 25° posto (su 27) nella classifica continentale e precede solamente la Romania e la Bulgaria, che hanno però crescite nell’anno superiori a quella italiana». Dati confermati anche dai report della Community Cashless Society di The European House – Ambrosetti, relativi però al 2020 (prima quindi del cashback, che però c’è stato solo, come detto, per il primo semestre 2021), che mostrano come l’Italia sia terzultima in Europa per numero di transazioni pro-capite: 61,5 a testa contro una media europea di 142. Il nostro Paese è tra quelli Ue con minor numero di transazioni con carta pro-capite, dato che lo colloca nelle trenta peggiori economie al mondo per cash intensity.

Il problema non riguarda certo la volontà degli italiani:  secondo il sondaggio condotto nel gennaio 2022  dalla Community Cashless Society tra 1.000 italiani, oltre 7 su 10 vorrebbero usare di più il cashless, 13,1 punti percentuali in più rispetto alla precedente rilevazione, mentre 6 italiani su 10 dichiarano di voler fare meno ricorso al contante in futuro. Il 57% degli intervistati ha aumentato nell’ultimo anno l’utilizzo dei pagamenti cashless, e il 34,1 utilizza i mezzi di pagamento elettronici ogni giorno o più volte a settimana.

Cashless: il paradosso italiano. Sì al digitale, ma non levateci il contante

In controtendenza, almeno parziale, con questi dati è il giudizio – sempre più negativo – dei cittadini nei confronti del Governo per quanto riguarda gli incentivi ai pagamenti elettronici e, soprattutto, il disincentivo all’uso del contante per la lotta all’evasione; a pensar male, è come dire che gli italiani a parole vorrebbero utilizzare carte di credito e di debito quando vogliono, ma con la possibilità di ricorrere al contante anche per somme ingenti (com’è noto, in diversi casi, riconducibili ai pagamenti in nero); e infatti proprio quest’anno si è deciso di aumentare, con il decreto Milleproroghe, il limite del trasferimento di denaro contante a 2.000 euro, rendendo quindi possibile fino al 31 dicembre 2022 pagare qualsiasi spesa con le banconote fino a 1.999 euro, rispetto ai 999 dell’anno scorso, una soglia che diverse parti politiche consideravano troppo restrittiva.

Di tutt’altro genere, come prevedibile, i giudizi sul Cashback di Stato, che ha spinto il 77,6% degli italiani a incrementare il proprio ricorso ai pagamenti elettronici e, per il 36,8%, anche i consumi; il 43% si è dichiarato contrario alla scelta del Governo di interromperla. La cosiddetta “Lotteria degli scontrini” è stata giudicata complicata (tanto che solo un italiano su tre ha preso parte all’iniziativa, contro il 48,2% del cashback), ma ha comunque contribuito a incrementare l’utilizzo dei pagamenti elettronici.

Bar, ristoranti, delivery. E ora anche le autostrade

Anche l’analisi dell’Osservatorio Small Business di SumUp ha ribadito queste tendenze, su un campione di 100.000 transazioni anonime effettuate dai commercianti in Italia. Il 60% dei pagamenti contactless riguarda settori ben definiti, cioè quelli relativi ai bar, ai ristoranti e al delivery. Inoltre diminuiscono i prelievi ATM rispetto a un anno fa (-36,3%), segno che sempre più persone preferiscono ricorrere alle carte che fermarsi al Bancomat per prelevare contanti e usare quelli per le loro transazioni. Secondo Umberto Zola, Growth Marketing Lead Merchant Bank di SumUp, «la pandemia ha messo in difficoltà le aziende di tutte le dimensioni, per cui è senz’altro incoraggiante cominciare a vedere come i giovani si stanno stabilizzando e avviando attività in proprio. Più in generale, i dati mostrano chiaramente il peso che stanno assumendo la spesa online e i pagamenti cashless, dovuto alla spinta alla digitalizzazione portata dalla pandemia».

Di certo anche il crescente successo del settore fintech applicato alla telefonia mobile, facilitato dai canoni sempre più bassi per connessioni superveloci (su SOSTariffe.it si possono mettere a confronto per scegliere le più convenienti), fa la sua parte. Lo stesso concetto di mobile wallet, il portafoglio “virtuale” sul proprio smartphone, segue questa direzione, e se qualche tempo fa poteva essere complicato estrarre il telefono, selezionare l’importo, avviare la transazione e pagare, oggi è davvero questione di pochi secondi. E intanto anche i grandi protagonisti dell’economia nazionale si adeguano: dal 1° maggio è attivo, grazie ad Autostrade per l’Italia, il cashback con targa per il rimborso automatico del pedaggio in caso di allungamento dei tempi di percorrenza dovuti a cantieri e manutenzione, prima relativo solo alla Liguria e poi esteso a tutto il Paese.

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Zuckerberg va da Draghi. Meta, focus su metaverso e investimenti

Zuckerberg va da Draghi. Meta, focus su metaverso e investimenti


Necessario sforzo congiunto aziende, politica e società civile

 


06/05/2022 – fonte www.ansa.it


“Per dare vita al metaverso sarà necessario uno sforzo congiunto tra aziende, mondo politico e società civile.

Nell’incontro di oggi abbiamo confermato la nostra collaborazione con il governo italiano per valorizzare i punti di forza del paese nei settori tecnologico e del design e identificare futuri investimenti.

Siamo lieti di aver potuto discutere le opportunità culturali, sociali ed economiche che il metaverso porterà all’Italia e non vediamo l’ora di continuare questa collaborazione”: lo dice un portavoce di Meta dopo l’incontro tra Mark Zuckerberg, il premier Mario Draghi e il ministro alla transizione digitale Vittorio Colao.

Nei giorni scorsi il Ceo di Meta ha incontrato a Milano anche alcuni dei principali Ceo della moda e del lusso, settore che sta spingendo molto sul metaverso. L’incontro avvenuto lunedì è immortalato in un post su Instagram di Federico Marchetti, fondatore di Yoox. “Meta-Porter in Milan. Ciao Mark!”, scrive l’imprenditore che ha postato una foto che ritrae al centro Mark Zuckerberg, in compagnia di Lorenzo Bertelli (Prada), Diego Della Valle (Tod’s), Renzo Rosso (OTB – Diesel), Brunello Cucinelli, Remo Ruffini (Moncler), Marco Gobetti (Ferragamo), e lo stesso Federico Marchetti e Geoffroy Lefebvre (YNAP – Yoox Net A Porter). Nella foto c’è anche Luca Colombo, Ad italiano di Meta-Facebook.

Zuckeberg è stato anche in Toscana con la moglie, a Torino e appunto a Milano dove ha incontrato anche il presidente di Essilor-Luxottica, Leonardo del Vecchio con cui ha parlato del futuro degli smart glasses, porta del metaverso.

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Zoom: l’uso delle gesture arriva su desktop

Zoom: l’uso delle gesture arriva su desktop


Sulla versione desktop di Zoom è stato implementato il riconoscimento dei gesti, già disponibile su mobile da diversi mesi a questa parte.


21/03/2022 – fonte www.punto-informatico.it


La scorsa estate, tra le varie novità annunciate, sull’app di Zoom per iPhone e iPad è stata resa disponibile la funzione per il riconoscimento dei gesti, grazie alla quale poter governare l’uso del servizio mediante, appunto, il movimento delle mani e la fotocamera. Con l’aggiornamento rilasciato nel corso delle ultime ore, però, la feature in questione viene introdotta pure sulla versione desktop.

Zoom: il client desktop si aggiorna e introduce le gesture

Per cui, grazie al nuovo update, facendo ad esempio il segno del pollice in sù dinanzi la webcam collegata al computer l’icona corrispondente viene mostrata come reazione sotto forma di emoji, mentre alzando la mano viene notificata l’intenzione dell’utente di intervenire personalmente nella discussione in corso per poter proferire la propria opinione.

Purtroppo l’uso delle gesture su Zoom non è ancora perfetto e indubbiamente necessita di ulteriori ottimizzazioni, ma si tratta comunque di un ottimo inizio per cercare di colmare maggiormente le discrepanze che sussistono tra la comunicazione verbale e quella di natura digitale.

Da notare che, unitamente alla gran bella novità in questione, l’aggiornamento di Zoom per computer porta in dote pure altre migliorie, ovvero: una più efficiente gestione delle sale riunioni e la possibilità di organizzare sondaggi ed eventi di grandi dimensioni in maniera più fluida.

Per scaricare l’aggiornamento di Zoom più recente occorre installare il client del servizio nella versione 5.10.3 o successiva. Da tenere presente, però, che il riconoscimento dei gesti è disattivato per impostazione predefinita, per cui spetta all’utente decidere se abilitare o meno questa caratteristica, andando ad agire sulle impostazioni del programma.

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Competenze IT, nasce l’Aruba Academy: un ponte tra formazione e imprese

Competenze IT, nasce l’Aruba Academy: un ponte tra formazione e imprese


Aruba Academy annuncia i primi corsi di formazione professionale, in partnership con Randstad Technologies, per promuovere il valore delle discipline STEM e garantire la crescita del settore. Si parte l’11 maggio con il corso di formazione professionale per Professional System Administrator.


21/04/2022 – fonte www.key4biz.it


Un mondo senza competenze professionali

La carenza di competenze e conoscenze professionali sarà il principale problema delle aziende nel prosieguo del 2022, almeno per il 71% dei CEO, secondo quanto riportato da Fortune. Entro la fine del decennio, la mancanza di capacità digitali sul posto di lavoro causerà perdite economiche per 8,5 trilioni di dollari a livello globale, stando alle stime diffuse da Korn Ferry.

Uno scenario generale che si è venuto a creare negli ultimi anni e che dopo la pandemia da Covid-19 è ulteriormente peggiorato, con il fenomeno conosciuto ormai come “grandi dimissioni” (Great Resignation), con 85 milioni di posti di lavoro che potrebbero rimanere vuoti a causa di mancanza di competenze digitali e informatiche entro il 2030.

Più di tre lavoratori su quattro non hanno le competenze digitali necessarie per le esigenze attuali delle imprese e solo il 28% dei dipendenti oggi partecipa a programmi di formazione.

Nasce Aruba Academy

Con l’ambizione di rispondere a questa specifica esigenza del mercato, Aruba, il cloud provider italiano leader nei servizi di data center, web hosting, email, PEC e registrazione domini, annuncia la nascita di Aruba Academy.

L’Aruba Academy rappresenta un ponte tra due mondi, quello della formazione e quello delle imprese, che devono necessariamente collaborare per far emergere i migliori talenti da inserire nel mercato del lavoro. Per raggiungere questo obiettivo, utilizziamo un approccio didattico/metodologico basato sul modello P.E.C. – propedeuticità digitale, esperienza con i mentor e consolidamento sul campo – e sulla learner centricity, un processo formativo immersivo e calato sulla persona”, ha commentato Italo Piroddi, Head of Aruba Academy.

Questo primo percorso di formazione rappresenta, dunque, un punto di avvio per formare i futuri professionisti dei data center. Grazie all’Aruba Academy – ha aggiunto Piroddi – offriamo l’opportunità di ottenere un contratto di lavoro che consentirà ai candidati di entrare a far parte della nostra squadra e di poter consolidare sul campo quanto appreso in fase di insegnamento”.

Il primo corso: Professional System Administrator

Si parte l’11 maggio con il corso di formazione professionale per Professional System Administrator, una figura cruciale che pianifica, mette in atto e verifica tutte le misure necessarie per garantire ad un sistema informativo livelli di sicurezza adeguati alle caratteristiche dei dati e delle applicazioni in esso contenuti.

Il percorso di formazione è sviluppato da Aruba Academy, in partnership con Randstad Technologies – la divisione specializzata del gruppo Randstad che si occupa della ricerca e selezione di profili ICT – ed ha l’obiettivo di fornire agli studenti le conoscenze tecniche necessarie per affrontare in particolare il fenomeno dei cyber attacchi che possono colpire le infrastrutture informatiche e i centri di gestione dati.

Il corso prevede la partecipazione di 12 diplomati in informatica, o neolaureati STEM, che desiderano acquisire skill tecnologiche sempre più specifiche ma anche competenze gestionali per affrontare un percorso di carriera in questo settore. La durata sarà di 7 settimane, con lezioni dal lunedì al venerdì, in modalità di aula virtuale per una durata di 240 ore.

È già possibile candidarsi al corso di formazione per Professional System Administrator attraverso questo link.

Il secondo corso: IT Operator (TechOps)

Il programma di formazione di Aruba Academy continuerà con il corso per IT Operator (TechOps) in partenza il 27 giugno, fino al 5 agosto.

Anche in questo caso, dopo aver concluso il percorso di formazione da remoto di 240 ore, quanti porteranno a termine l’iter con profitto potranno iniziare l’esperienza diretta di training on the job presso il data center Aruba di Ponte San Pietro (BG).

La sfida della trasformazione digitale sta facendo ulteriormente impennare la richiesta di lavoratori con formazione STEM (scienze, tecnologie, ingegneria e matematica) tra le discipline di studio. Eppure, è laureato in una di queste materie solo il 16% della popolazione italiana di età tra i 20-29 anni.

Dato tra i più bassi in Europa, alla base della conseguente difficoltà nel reperire figure professionali idonee in ambito tecnico specialistico.

Se non bastasse, nel 2021 il 45% degli studenti italiani ha manifestato una competenza numerica non adeguata, secondo il nuovo “BES 2021” pubblicato dall’Inps, in peggioramento rispetto al 2019 (38,7%).

Possibilità professionali ed inserimento in azienda

I nuovi percorsi formativi offerti da Aruba Academy, volti ad attrarre i migliori talenti del mondo IT, puntano proprio ad agevolare l’acquisizione di competenze digitali integrative e a qualificare ulteriormente i partecipanti in ambito STEM e informatico, di modo da poterne favorire un successivo inserimento a lungo termine nel mercato del lavoro.

Per quanti porteranno a termine con profitto il percorso formativo, sarà previsto un ulteriore iter di colloqui per valutare i profili da inserire in azienda con contratto a tempo determinato, così da proseguire la formazione professionale avvalendosi dell’esperienza dei professionisti dei data center di Aruba. Il percorso formativo sarà interamente finanziato e quindi gratuito per i partecipanti.

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