Competenze IT, nasce l’Aruba Academy: un ponte tra formazione e imprese

Competenze IT, nasce l’Aruba Academy: un ponte tra formazione e imprese


Aruba Academy annuncia i primi corsi di formazione professionale, in partnership con Randstad Technologies, per promuovere il valore delle discipline STEM e garantire la crescita del settore. Si parte l’11 maggio con il corso di formazione professionale per Professional System Administrator.


21/04/2022 – fonte www.key4biz.it


Un mondo senza competenze professionali

La carenza di competenze e conoscenze professionali sarà il principale problema delle aziende nel prosieguo del 2022, almeno per il 71% dei CEO, secondo quanto riportato da Fortune. Entro la fine del decennio, la mancanza di capacità digitali sul posto di lavoro causerà perdite economiche per 8,5 trilioni di dollari a livello globale, stando alle stime diffuse da Korn Ferry.

Uno scenario generale che si è venuto a creare negli ultimi anni e che dopo la pandemia da Covid-19 è ulteriormente peggiorato, con il fenomeno conosciuto ormai come “grandi dimissioni” (Great Resignation), con 85 milioni di posti di lavoro che potrebbero rimanere vuoti a causa di mancanza di competenze digitali e informatiche entro il 2030.

Più di tre lavoratori su quattro non hanno le competenze digitali necessarie per le esigenze attuali delle imprese e solo il 28% dei dipendenti oggi partecipa a programmi di formazione.

Nasce Aruba Academy

Con l’ambizione di rispondere a questa specifica esigenza del mercato, Aruba, il cloud provider italiano leader nei servizi di data center, web hosting, email, PEC e registrazione domini, annuncia la nascita di Aruba Academy.

L’Aruba Academy rappresenta un ponte tra due mondi, quello della formazione e quello delle imprese, che devono necessariamente collaborare per far emergere i migliori talenti da inserire nel mercato del lavoro. Per raggiungere questo obiettivo, utilizziamo un approccio didattico/metodologico basato sul modello P.E.C. – propedeuticità digitale, esperienza con i mentor e consolidamento sul campo – e sulla learner centricity, un processo formativo immersivo e calato sulla persona”, ha commentato Italo Piroddi, Head of Aruba Academy.

Questo primo percorso di formazione rappresenta, dunque, un punto di avvio per formare i futuri professionisti dei data center. Grazie all’Aruba Academy – ha aggiunto Piroddi – offriamo l’opportunità di ottenere un contratto di lavoro che consentirà ai candidati di entrare a far parte della nostra squadra e di poter consolidare sul campo quanto appreso in fase di insegnamento”.

Il primo corso: Professional System Administrator

Si parte l’11 maggio con il corso di formazione professionale per Professional System Administrator, una figura cruciale che pianifica, mette in atto e verifica tutte le misure necessarie per garantire ad un sistema informativo livelli di sicurezza adeguati alle caratteristiche dei dati e delle applicazioni in esso contenuti.

Il percorso di formazione è sviluppato da Aruba Academy, in partnership con Randstad Technologies – la divisione specializzata del gruppo Randstad che si occupa della ricerca e selezione di profili ICT – ed ha l’obiettivo di fornire agli studenti le conoscenze tecniche necessarie per affrontare in particolare il fenomeno dei cyber attacchi che possono colpire le infrastrutture informatiche e i centri di gestione dati.

Il corso prevede la partecipazione di 12 diplomati in informatica, o neolaureati STEM, che desiderano acquisire skill tecnologiche sempre più specifiche ma anche competenze gestionali per affrontare un percorso di carriera in questo settore. La durata sarà di 7 settimane, con lezioni dal lunedì al venerdì, in modalità di aula virtuale per una durata di 240 ore.

È già possibile candidarsi al corso di formazione per Professional System Administrator attraverso questo link.

Il secondo corso: IT Operator (TechOps)

Il programma di formazione di Aruba Academy continuerà con il corso per IT Operator (TechOps) in partenza il 27 giugno, fino al 5 agosto.

Anche in questo caso, dopo aver concluso il percorso di formazione da remoto di 240 ore, quanti porteranno a termine l’iter con profitto potranno iniziare l’esperienza diretta di training on the job presso il data center Aruba di Ponte San Pietro (BG).

La sfida della trasformazione digitale sta facendo ulteriormente impennare la richiesta di lavoratori con formazione STEM (scienze, tecnologie, ingegneria e matematica) tra le discipline di studio. Eppure, è laureato in una di queste materie solo il 16% della popolazione italiana di età tra i 20-29 anni.

Dato tra i più bassi in Europa, alla base della conseguente difficoltà nel reperire figure professionali idonee in ambito tecnico specialistico.

Se non bastasse, nel 2021 il 45% degli studenti italiani ha manifestato una competenza numerica non adeguata, secondo il nuovo “BES 2021” pubblicato dall’Inps, in peggioramento rispetto al 2019 (38,7%).

Possibilità professionali ed inserimento in azienda

I nuovi percorsi formativi offerti da Aruba Academy, volti ad attrarre i migliori talenti del mondo IT, puntano proprio ad agevolare l’acquisizione di competenze digitali integrative e a qualificare ulteriormente i partecipanti in ambito STEM e informatico, di modo da poterne favorire un successivo inserimento a lungo termine nel mercato del lavoro.

Per quanti porteranno a termine con profitto il percorso formativo, sarà previsto un ulteriore iter di colloqui per valutare i profili da inserire in azienda con contratto a tempo determinato, così da proseguire la formazione professionale avvalendosi dell’esperienza dei professionisti dei data center di Aruba. Il percorso formativo sarà interamente finanziato e quindi gratuito per i partecipanti.

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Pos, sanzioni da giugno a chi non accetta pagamenti elettronici? Oggi il decreto

Pos, sanzioni da giugno a chi non accetta pagamenti elettronici? Oggi il decreto


Nel nuovo decreto sul Pnrr, il governo punta ad introdurre dal 30 giugno prossimo 30 euro di multa più 4% della transazione a commercianti e professionisti che non accettano i pagamenti con il Pos. Al via anche e-fattura per partite Iva nel sistema forfetario e la formula del QR Code ‘inquadra&vinci’ per rilanciare la lotteria degli scontrini.


13/04/2022 – fonte www.key4biz.it


Con la digitalizzazione (Pos, e-fattura, lotteria degli scontrini) il Governo vuole continuare a contrastare l’evasione fiscale. Le nuove misure sono contenute nel nuovo decreto sul Pnrr che il consiglio dei ministri dovrebbe approvare oggi. Ecco le novità sul tavolo dell’esecutivo.

e-fattura per partite Iva anche nel sistema forfetario

L’e-fattura potrebbe essere estesa alle partite Iva che si avvalgono del regime forfettario: pagare un 15% di tasse per i redditi fino a 65 mila euro (i contribuenti forfettari sono circa 1,8 milioni). L’introduzione della fatturazione elettronica ha portato alla riduzione del gap Iva di circa 2,4 punti percentuali nel 2019 sul 2018, pari a circa 3,5 miliardi di euro, di cui tra 1,7 e 2 miliardi attribuibili proprio all’obbligo di e-fattura. 

Pos, sanzioni da giugno a chi non accetta pagamenti elettronici

Le sanzioni per commercianti e professionisti che rifiutano i pagamenti con bancomat e carta di credito potrebbero scattare dal 30 giugno prossimo. In anticipo, dunque, rispetto alla data del 1° gennaio del 2023 prevista dal decreto legge 152 dello scorso anno.

Già da questa estate, dunque, chi rifiuterà un pagamento tramite Pos rischierà una doppia sanzione: 

  • una sanzione amministrativa pecuniaria di 30 euro
  • a cui sommare il 4% del valore della transazione per la quale sia stata rifiutata l’accettazione del pagamento, relativamente ad almeno una carta di debito e una carta di credito, per la vendita di prodotti o la somministrazione di servizi.

Le sanzioni per chi non accetta pagamenti con il POS sono la misura chiave per far decollare i pagamenti digitali in Italia. Al momento, la normativa in materia è paradossale. È previsto l’obbligo, per negozianti e professionisti, di possedere il POS (decreto legge numero 179/2012 del Governo Monti), ma si è liberi di non accettare i pagamenti digitali.

La formula del QR Code ‘inquadra&vinci’ per rilanciare la lotteria degli scontrini

Il pacchetto fiscale del Governo prevede anche di rilanciare la lotteria degli scontrini, decisamente sottotono.

Il Mef propone al governo di introdurre per i partecipanti alla lotteria degli scontrini la formula inquadra il QR Code e prova a vincere. Concretamente, sullo scontrino sarà presente un Qr-Code che il cliente potrà poi inquadrare con una app (forse IO) per vedere se ha vinto subito oppure no. Come il ‘gratta&vinci, ma in modalità digitale. Ad oggi chi vuole partecipare alla lotteria degli scontrini deve presentare alla cassa il ‘codice lotteria’ (un codice a barre personale), pagare in modo elettronico e poi attendere l’estrazione del suo scontrino virtuale. È troppo macchinoso. Infatti, come si vede dalla figura 1 diminuiscono sempre di più i partecipanti, ma il Governo crede nell’iniziativa per favorire i pagamenti elettronici nei negozi fisici, perché con la lotteria degli scontrini “il banco vince sempre”, ha riscontrato il Ministero dell’Economia e delle Finanze. Inoltre, il governo studia anche come aumentare il numero di estrazioni e quindi di vincite, ma con importi ridotti.

Per maggiori informazioni sulla piattaforma di Fatturazione Elettronica clicca qui.

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MICROSOFT SUONA IL CAMPANELLO D’ALLARME: UN NUOVO MALWARE COLPISCE WINDOWS

MICROSOFT SUONA IL CAMPANELLO D’ALLARME: UN NUOVO MALWARE COLPISCE WINDOWS


Microsoft ha suonato un nuovo campanello d’allarme, in quanto è stato scoperto un nuovo malware che a quanto pare potrebbe essere legato al governo Cinese e che starebbe colpendo Windows.


13/04/2022 – fonte www.tech.everyeye.it


Microsoft ha suonato un nuovo campanello d’allarme, in quanto è stato scoperto un nuovo malware che a quanto pare potrebbe essere legato al governo Cinese e che starebbe colpendo Windows.

L’annuncio è arrivato dal Microsoft Detection and Response Team (DART), il quale ha spiegato che il gruppo Hafnium avrebbe sfruttato una vulnerabilità finora sconosciuta per violare Windows.

Tarrask, questo il nome del malware, sarebbe in grado di nascondersi dal registro e dal Task Scheduler, dove pianifica attività nascoste e stabilisce il collegamento con i server C2C. La compagnia di Redmond osserva che il problema è particolarmente preoccupante non solo perchè i cybercriminali, visto che conoscono bene Windows, sono in grado di nascondere le tracce degli attacchi eliminando il valore della chiave di registro, ma anche perchè potrebbe colpire anche i PC che vengono riavviati raramente, come i database server e controller di dominio.

Uno dei modi per trovare le attività nascoste è ispezionare manualmente il registro di Windows.

Tuttavia è anche possibile individuare il malware ablitando i registri Security.evtx e Microsoft-Windows-TaskScheduler/Operational.evtx e cercare gli eventi chiave, in connessione a qualsiasi attività “nascosta” utilizzando Tarrask.

Il gigante di Redmond ha inoltre raccomandato di abilitare la registrazione per “TaskOperational” nel registro di Microsoft-Windows-TaskScheduler/Operational Task Scheduler e di tenere d’occhio le connessioni in uscita in cui viene indicato il collegamento ai server C2C.

Se si abilita Windows Defender for Endpoint e Microsoft Sentinel, inoltre, il malware viene rilevato e bloccato.

La notizia arriva a pochi giorni da quando Microsoft aveva annunciato di aver stoppato gli hacker russi che volevano colpire Ucraina, USA ed UE.

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Tre ricercatori italiani hanno scoperto come neutralizzare l’autenticazione a due fattori

Tre ricercatori italiani hanno scoperto come neutralizzare l’autenticazione a due fattori


All’università del Salento dimostrano un metodo efficace per aggirare la sicurezza delle transazioni online e avvisano Google, Apple & Co., che però non hanno soluzioni


12/04/2022 – fonte www.repubblica.it


E se l’autenticazione a due fattori non fosse così sicura come pensiamo? Fino a ieri la possibilità di usare un altro pin, una seconda password, ricevute via app o sms ci sembrava il modo migliore per proteggere il tesoretto digitale della nostra vita onlife, ma adesso le nostre certezze vacillano: tre ricercatori italiani hanno dimostrato che anche questo secondo livello di sicurezza può essere neutralizzato e, per un hacker malevolo, in maniera relativamente semplice.

Franco Tommasi, professore associato di Elaborazione delle Informazioni presso il Dipartimento di Ingegneria dell’Innovazione dell’Università del Salento, coautore di uno standard Internet, insieme a Christian Catalano e Ivan Taurino, hanno messo a punto un tipo di attacco informatico che permette di bypassare l’autenticazione a due fattori (2FA). Ed è una notizia che adesso preoccupa anche gli esperti di cybersecurity fuori dell’Accademia. Di fronte all’emergere massiccio della criminalità informatica che sfrutta largamente il furto delle credenziali e le password deboli per entrare nella vita delle vittime bersaglio, la 2FA ha rappresentato un grosso passo avanti dal punto di vista della sicurezza limitandone i rischi essendo capace di arginare anche i cosiddetti attacchi a “forza bruta”, ma la ricerca prodotta dai tre scienziati spiega come la sua efficacia sia drasticamente ridotta per gli utenti meno accorti.

Il punto è che nonostante la comunicazione data dai ricercatori a Mozilla, Google e Apple, il metodo sfruttabile per l’attacco funziona ancora a distanza di quasi un anno dalla sua dimostrazione scientifica.

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Gruppo hacker viola dati di Okta e Microsoft

Gruppo hacker viola dati di Okta e Microsoft


Si chiama LapsusS ed è specializzato in attacchi ransomware


22/03/2022 – fonte www.ansa.it


ll fornitore di servizi di autenticazione Okta, che ha per clienti tante società tecnlogiche, e Microsoft sarebbero le altre vittime di un gruppo di hacker noto come Lapsus$ e specializato in attacchi ransomware che ha già colpito altre società.

Lo riportano diversi media, che spiegano come la violazione, nel caso di Okta, potrebbe avere un effetto domino poichè tante altre compagnie si affidano all’azienda per gestire l’accesso alle proprie reti e applicazioni.

Nel caso di Microsoft, invece, i cybercriminali hanno rubato il codice sorgente di Bing, Cortana e altri progetti dell’azienda dal server Azure DevOps interno, quello che gestisce i servizi per gli sviluppatori

“Forniremo aggiornamenti non appena saranno disponibili ulteriori informazioni”, ha spiegato un funzionario di Okta, Chris Hollis.

Mentre Microsoft ha spiegato al sito Bleeping Computer che sono a conoscenza dell’accaduto e stanno investigando. ll gruppo ransomware, che afferma di avere accesso ai dati dei clienti di Okta da gennaio 2022, ha pubblicato sul suo canale Telegram alcuni screenshot che dimostrano la violazione sia di questa azienda sia di Microsoft. “Credo siano decisamente credibili”, ha affermato il ricercatore di sicurezza indipendente Bill Demirkapi.

Lapsus$ è un gruppo di hacker che compromette i sistemi aziendali per rubare codice sorgente, elenchi di clienti, database e altri dati preziosi. Quindi fa richieste di riscatto alla vittima per non far trapelare i dati. Negli ultimi mesi, Lapsus$ ha reso noti numerosi attacchi informatici contro grandi aziende, come Nvidia e Samsung

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