DAL PNRR 5,5 MILIARDI PER INTERNET VELOCE, COLAO: “ITALIA PRIMA IN EUROPA PER 5G”

DAL PNRR 5,5 MILIARDI PER INTERNET VELOCE, COLAO: “ITALIA PRIMA IN EUROPA PER 5G”


Tra quattro anni le case degli italiani avranno una connessione fissa di almeno 1 Giga, le aree popolate saranno raggiunte dal 5G ad altissima capacità


219/09/2022 – fonte www.tech.everyeye.i


Il Ministero per l’Innovazione Tecnologica e Transizione Digitale ha reso noto che sono state assegnate tutte le gare per portare l’internet veloce (sia 5G che FTTH) nel paese, come previsto dagli obbiettivi fissati dal PNRR.

Complessivamente, l’Italia investirà 5,5 miliardi di Euro per la banda ultralarga. La notizia è arrivata dopo l’aggiudicazione della gara dedicata alla creazione delle nuove reti 5G nelle zone d’Italia ancora prive di internet mobile, e dopo l’ok ricevuto dalla gara per il bando Italia a 1 Giga.

Come spiegato dal MITD, grazie a questi via libera l’Italia sarà il primo paese in Europa ad essere dotata tramite intervento pubblico di reti 5G ad elevate prestazioni ed interamente rilegate in fibra ottica.

Il bando di gara gestito da Infratel è stato aggiudicato per circa 346 milioni di Euro e copre 6 lotti, assegnati ad Inwit, Vodafone e TIM. Il finanziamento pubblico copre fino al 90% del costo complessivo delle opere, e tutti gli altri operatori interessati avranno accesso all’ingrosso alle infrastrutture.

Nello specifico, per quanto concerne le reti 5G l’intervento prevede la realizzazione di nuovi siti rilegati in fibra ottica con velocità di trasmissione di almeno 150 Mbit/s in downlink e 30 Mbit/s in uplink. Nelle aree a fallimento di mercato i lavori dovranno essere completati entro il 2026.

Sono molto soddisfatto dell’obiettivo raggiunto. In 13 mesi abbiamo approvato la Strategia italiana, ottenuto le autorizzazioni europee, pubblicato e assegnato tutti i bandi PNRR e investito in totale un valore di circa 5,5 miliardi di euro, con l’ambizioso obiettivo di connettere tutta l’Italia entro il 2026 con reti ad altissima velocità fisse e mobili” ha affermato Vittorio Colao, Ministro per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale. “Il nostro Paese è un caso unico in Europa, non solo perché abbiamo anticipato gli obiettivi europei e lavorato all’azzeramento del divario digitale, ma anche perché saremo i primi ad avere reti mobili 5G interamente rilegate in fibra ottica, requisito essenziale per garantire altissima velocità di connessione e minima latenza ovunque. Tra quattro anni le case degli italiani avranno una connessione fissa di almeno 1 Giga, le aree popolate saranno raggiunte dal 5G ad altissima capacità, tutte le scuole e le strutture sanitarie avranno la connessione adatta per garantire servizi ad altissime prestazioni. Lo abbiamo fatto portando allo Stato un risparmio di circa 1,2 miliardi di euro e un investimento da parte del privato, dove previsto, di oltre 2,2 miliardi di euro. Il mio ringraziamento va alle strutture che hanno lavorato per rendere possibile questo traguardo e alle aziende che hanno creduto e investito in tutte le iniziative del Piano. Ora è il momento di lavorare in sinergia con i Comuni e gli enti locali per garantire, entro il 2026, uguaglianza ed inclusione sociale attraverso un Paese connesso ai migliori livelli europei, di cui potranno beneficiare tutti i cittadini”.

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Google apre due Cloud Region in Italia, la prima a Milano: impatto da 3,3 miliardi

Google apre due Cloud Region in italia, la prima a Milano: impatto da 3,3 miliardi


Secondo Google, si tratta di un grande passo in avanti per l’economia digitale italiana, in termini di disponibilità e residenza dei dati, di sovranità digitale e di sostenibilità.


29/06/2022 – fonte www.millionaire.it


Il colosso di Mountain View apre le sue cloud region anche in Italia. La prima è stata inaugurata oggi a Milano, la seconda sorgerà a Torino e sarà lanciata nei prossimi mesi. Insieme i due nuovi distretti per il cloud di Google potranno generare un impatto economico di circa 3,3 miliardi di euro. E contribuiranno a creare fino a 65mila posti di lavoro entro il 2025, in Lombardia e Piemonte, secondo le stime dell’Università di Torino.

«Per aiutare piccole e grandi aziende italiane nella trasformazione digitale, investiremo oltre 900 milioni di dollari in 5 anni» aveva annunciato nell’estate del 2020 Sundar Pichai, Ceo di Alphabet e Google. La nuova region di Milano è uno dei primi frutti di quell’investimento in Italia.

Creata in collaborazione con TIM, si aggiunge alle altre 33 region di Google nel mondo. L’Italia sarà il primo Paese dell’area EMEA (Europa, Medio oriente e Africa) ad avere due region dedicate, che permetteranno ad aziende di ogni dimensione e settore e alle organizzazioni pubbliche di archiviare dati e utilizzare i servizi cloud di Big G. La presenza di due siti consentirà inoltre una migliore disaster recovery, il ripristino delle funzionalità in caso di disastri naturali e non.

Secondo Google, si tratta di un grande passo in avanti per l’economia digitale italiana, in termini di disponibilità e residenza dei dati, di sovranità digitale e di sostenibilità. «Che si tratti di imprese tradizionali, startup o native digitali, siamo pronti a offrire il nostro supporto» assicura l’azienda.

La region di Milano conta tre zone cloud indipendenti. Offrirà servizi standard e altre funzionalità, come i controlli sulla residenza dei dati o la crittografia predefinita. A proposito di sostenibilità, Google Cloud compensa già l’elettricità consumata acquistando energia rinnovabile. In più, offre alle imprese una suite di prodotti per misurare e ridurre la propria impronta di carbonio generata dall’uso del cloud.

«Sono convinta che la digitalizzazione non debba essere solo portare in digitale ciò che c’era prima, ma anche un grande momento per disegnare e semplificare» ha commentato oggi la viceministra al Mise Alessandra Todde all’apertura della cloud region.

«Il futuro dell’Italia e delle sue imprese passa dagli investimenti sul fronte delle infrastrutture e della digitalizzazione. ll gap digitale delle nostre imprese è significativo. Gli investimenti che dobbiamo e vogliamo fare, anche grazie al Pnrr, per accelerare il processo di transizione digitale e tecnologica delle imprese italiane ci dovrebbero consentire nel 2024 di avere un mercato digitale italiano complessivo molto superiore a quello che avremmo avuto senza il Recovery» ha aggiunto.

«L’appello che faccio, quindi, è quello di investire sulle competenze, sulla digitalizzazione delle imprese, sullo sviluppo del Paese e sui giovani. Siamo un Paese che ha delle potenzialità enormi che vanno sfruttate. Non c’è più tempo da perdere».

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FATTURAZIONE ELETTRONICA FORFETARI – ESCLUSA LA PROROGA – AVVIO DAL 1° LUGLIO 2022

FATTURAZIONE ELETTRONICA FORFETARI – ESCLUSA LA PROROGA – AVVIO DAL 1° LUGLIO 2022


Non sono stati accolti gli emendamenti per la proroga della FE da parte dei soggetti forfetari e in regime di vantaggio. La decorrenza dell’obbligo, per i soggetti con ricavi superiori a 25.000 euro, rimane confermata al 1° luglio 2022


20/06/2022 – fonte Confartigianato Imprese


Non sono stati accolti gli emendamenti per la proroga della FE da parte dei soggetti forfetari e in regime di vantaggio. La decorrenza dell’obbligo, per i soggetti con ricavi superiori a 25.000 euro, rimane confermata al 1° luglio 2022

Durante l’iter di conversione del D.L. 36/2022 (cd “PNRR 2”), relativamente all’articolo 18, commi 2 e 3, non sono state accolte le proposte emendative, promosse dalla Confederazione, che intendevano prorogare al 1° gennaio 2023 la decorrenza dell’obbligo di fatturazione elettronica per i soggetti che finora ne erano esclusi, vale a dire soggetti in regime forfetario e di vantaggio, associazioni sportive dilettantistiche che nel periodo precedente hanno conseguito proventi da attività commerciale per un importo non superiore a 65.000 euro.

Pertanto, rimane invariata la disposizione vigente che prevede l’obbligo di fatturazione elettronica dal 1° luglio 2022 per i predetti soggetti (finora esclusi) che nell’anno precedente hanno conseguito ricavi o percepito compensi superiori a 25.000 euro ragguagliati ad anno.

Per tutti gli altri soggetti, con ricavi o compensi non superiori a 25.000 euro, l’obbligo di fatturazione elettronica decorre dal 1° gennaio 2024.

Si ricorda che la norma vigente prevede un’esimente per tali nuovi soggetti obbligati dal 1° luglio 2022, relativamente alle operazioni del terzo trimestre 2022, se la fattura elettronica è emessa tardivamente ma entro il mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione.

Come sopra ricordato, la Confederazione si era attivata per promuovere un emendamento che, oltre alla proroga del predetto termine del 1° luglio 2022, intendeva anche estendere l’esimente ai soggetti obbligati dal 1° gennaio 2024.

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Il 1° luglio 2022 entra in vigore l’obbligo di fatturazione elettronica per i forfettari

Il 1° luglio 2022 entra in vigore l’obbligo di fatturazione elettronica per i forfettari


La fattura elettronica deve essere gestita tramite appositi strumenti: non sono più validi i pdf e le mail!


19/05/2022


Al momento i forfettari non hanno l’obbligo né di emettere, né di ricevere fattura elettronica, né tantomeno di conservare le fatture mediante conservazione sostitutiva.

Dal 1° luglio 2022, però, saranno obbligati alla fatturazione elettronica i forfettari che nell’anno precedente hanno percepito compensi o ricavi superiori a € 25.000.
Il 1° gennaio 2024 l’obbligo si estenderà a tutti i contribuenti in regime forfettario.  

Leggi gli aggiornamenti nell’articolo https://www.informaimpresa.it/item/la-fatturazione-elettronica-per-i-contribuenti-forfettari

1. Come si emettono le fatture elettroniche?

  • procurati un software in grado di codificare la fattura in linguaggio XML e di inviarla al Sistema di Interscambio (SdI), come Fatturazione Elettronica di Qhub
  • compila i campi della fattura elettronica: alcuni sono uguali a quelli delle fatture cartacee, altri sono diversi
  • invia la fattura a SdI (obbligo di firma se fattura PA)

2. Come si ricevono le fatture elettroniche?

Le puoi ricevere:

  • nella tua casella PEC
  • nella tua area riservata sul sito web dell’Agenzia delle Entrate
  • nel tuo software di fatturazione elettronica, dove le puoi gestire insieme alle fatture inviate, in modo veloce e ordinato.

Piattaforma FE di Qhub ti permette di emettere le fatture elettroniche e di riceverle comodamente sul tuo pc, tablet e smartphone.

Per avere maggiori informazioni sul nostro servizio clicca qui

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Intel, carenza dei chip potrebbe proseguire fino al 2024

Intel, carenza dei chip potrebbe proseguire fino al 2024


Il ceo Gelsinger intervistato da Cnbc 


06/05/2022 – fonte www.ansa.it


Intel, tra i principali produttori di semiconduttori al mondo, ha rivisto le sue previsioni circa la durata della carenza di chip.

Se in un primo momento, l’azienda aveva parlato del 2023 come ultimo periodo prima di una ripresa del settore, adesso sposta l’attenzione sul 2024.

L’amministratore delegato di Intel, Pat Gelsinger, addebita l’estensione della crisi alla mancanza di apparecchiature di produzione nelle fabbriche.

In un’intervista alla Cnbc, Gelsinger ha affermato che la crisi globale dei chip potrebbe trascinarsi fino ad almeno la fine del 2024 per “le carenze che oggi colpiscono le apparecchiature e gli impianti produttivi, duramente messi alla prova”.

Per far fronte al nuovo scenario Intel aveva annunciato a marzo un investimento da 33 miliardi di euro per i siti di produzione europei. I recenti dati del Client Computing Group di Intel, divisione che gestisce anche la fornitura di processori ad aziende come Google e Apple, mostrano un calo del 13% nei ricavi inerenti l’ultimo trimestre. Una riduzione che, per il colosso americano, si deve a vari fattori, dal perdurare delle difficoltà nelle catene di fornitura asiatiche alla minor richiesta di Chromebook da parte delle scuole e al passaggio di Apple ai chip M1. I processori prodotti internamente dal colosso di Cupertino hanno infatti sostituto, quasi del tutto, l’hardware che in precedenza Intel forniva in qualità di partner alla Mela.

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